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IL PROGETTO EDUCATIVO

 

delle scuole dell’infanzia di ispirazione cristiana

 

 

 

Considerazioni e criteri generali che si suggerisce di tenere presenti quando una scuola vuole elaborare il suo Progetto educativo

 

 

 

 

 

Vengono richiamate qui di seguito alcune considerazioni e proposti alcuni criteri che si ritiene opportuno tenere presenti quando una scuola dell’infanzia cattolica o di ispirazione cristiana vuole stendere il proprio Progetto educativo (PE). Ciò può servire per cogliere e valorizzare in modo corretto il significato di questo documento che è fondamentale per definire l’identità della scuola stessa.

 

 

 

1. IL PE è previsto espressamente dalla L. 62/00 (l’espressione ricorre quattro volte nel testo di questa legge), la quale recita: “Il progetto educativo indica l’eventuale ispirazione di carattere culturale o religioso” (art. 1,3). Nello stesso testo si precisa che deve essere “in armonia con i principi della Costituzione” (art. 1,4a) e deve essere accettato da chiunque richieda di iscriversi alla scuola (art. 1,3).

 

2. La stesura del PE permette alla scuola cattolica di autocomprendersi – per essere fedele a se stessa nei suoi tratti fondamentali, così come la Chiesa l’ha voluta - e autopresentarsi. Attraverso il PE, quindi, la scuola definisce in modo chiaro la propria identità ed esplicita i valori fondamentali a cui si ispira. Ciò risponde ad una logica di trasparenza e di chiarezza, che è una forma di rispetto per le persone ed una condizione importante perché si realizzi una comunità educante nella quale ognuno, per la responsabilità che gli compete, offre il suo contributo per il raggiungimento delle finalità generali che la scuola persegue.

 

3. La responsabilità ultima del PE spetta al Gestore (o legale rappresentante) della scuola. Nella sua stesura egli dovrà tener conto dell’insegnamento della Chiesa per quanto riguarda la scuola cattolica, della normativa scolastica esistente, dell’eventuale carisma del soggetto che gestisce la scuola, dei bisogni specifici delle persone e del territorio in cui essa opera.

 

4. Il PE, in quanto definisce l’identità della scuola, è ‘relativamente’ stabile nel tempo e di norma non richiede di essere modificato in modo significativo di anno in anno.

 

5. Pur essendo un documento fondamentale, una scuola cattolica non si presenta soltanto attraverso il proprio PE: assieme ad esso vi è il Piano dell’Offerta Formativa (= POF), il Regolamento e lo Statuto della scuola stessa. E’ facile immaginare comunque che tra essi i due fondamentali sono naturalmente il PE e il POF.

 

- il PE esprime l’originalità e l’identità della scuola, i suoi valori di riferimento;

 

- il POF (previsto dal DPR 275 dell’8 marzo 1999, che contiene il Regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997, n. 59) “è il documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che le singole scuole adottano nell’ambito della loro autonomia” (DPR 275/1999, art. 3,1). Il POF “è elaborato dal collegio dei docenti…, tenuto conto delle proposte e dei pareri formulati dagli organismi e dalle associazioni anche di fatto dei genitori” (ivi, art. 3, 3); esso “è reso pubblico e consegnato agli alunni e alle famiglie all’atto dell’iscrizione” (ivi, art. 3,5);

 

- il Regolamento è uno strumento tecnico che stabilisce funzioni, ruoli, tempi, modalità concrete per rendere agile e ordinata la vita scolastica ed efficiente il servizio offerto;

 

- l’eventuale Statuto o altro Atto fondativo della scuola dove viene indicata la volontà di chi ha voluto dar vita ad essa, gli scopi che si è proposto e le modalità per rendere operativo il servizio offerto.

 

6. E’ fondamentale che le persone della scuola – in particolare genitori ed insegnanti – abbiano la possibilità di conoscere e confrontarsi concretamente su quanto viene proposto attraverso i documenti sopraccitati, dando a ciascuno la possibilità di offrire, per quanto di propria competenza, un apporto costruttivo nella loro stesura ed applicazione. Tutto ciò può significare, ad esempio: dare a ciascun genitore che viene ad iscrivere il bambino il Progetto educativo della scuola (o almeno una sua sintesi); offrire e presentare il Progetto educativo ad ogni insegnante che viene assunta; riprendere periodicamente, in occasione di collegi docenti, qualche spunto preso dal Progetto educativo per aiutare ogni operatore a tenere presente l’identità della scuola; mettere in rete (internet) il Progetto educativo quando la scuola vuole presentarsi all’opinione pubblica…

 

7. Può essere utile tenere presenti alcuni criteri per la stesura del PE, quali ad esempio: semplicità di linguaggio, essenzialità di informazioni e richiami, pertinenza dei contenuti proposti, sobrietà (senza dimenticare… la correttezza linguistica!). Non si deve mai dimenticare che si tratta di un testo che le famiglie devono poter leggere e comprendere… E’ naturale poi che anche la veste tipografica con cui viene presentato ha la sua importanza.

 

8. Infine un PE deve poter essere ben identificato. A tale scopo è necessario indicare chiaramente il nome e l’indirizzo preciso della scuola, recapito telefonico, indirizzo di posta elettronica, anno di pubblicazione, indicazione del Gestore (o Legale rappresentante).

 

9. Alla conclusione di tutte queste considerazioni si deve richiamare la cosa più importante e decisiva. Il PE deve essere un testo che realmente ispira l’agire quotidiano della scuola e le varie attività didattiche che vengono proposte. In altre parole: si deve poter constatare nella prassi quotidiana della scuola che quanto è detto nel PE è realmente tradotto in pratica nelle varie attività e manifestazioni della scuola stessa. In caso contrario, sarebbe soltanto un testo che è elaborato per adempiere a ciò che è richiesto dalla normativa, ma serve semplicemente all’apparenza e c’è poi da chiedersi a quale visione della persona e dell’educazione si ispiri l’agire di coloro che operano nella scuola (in primo luogo le insegnanti).

 

 

 

Don Aldo Basso

 

 

 

 

 

- Progetto Educativo per le Scuole dell’infanzia FISM

 

 

 

 

 



 

IL PRESIDENTE